Economia e territorio

Dalla fabbrica del boom alla sfida dell'AI: cosa ci insegna Vigevano?

Abbiategrasso, 21 agosto 2026

Vigevano e Abbiategrasso, un destino condiviso: l'inchiesta del Sole 24 Ore sulla fabbrica dal boom economico alla sfida dell'intelligenza artificiale

Leggendo l'articolo del Sole 24 Ore di oggi, 21 agosto 2026, dedicato a Vigevano, ho fatto una riflessione che credo valga la pena condividere.

La nostra "vicina di casa" ci offre uno specchio in cui guardare anche la nostra realtà, quella di Abbiategrasso e dei territori che hanno fatto la storia produttiva della Lombardia.

L'inchiesta parte da lontano: dai banchi delle scuole di formazione professionale e dalle persone che, con la loro inventiva e il "miraggio del successo", hanno trasformato Vigevano da terra povera a vero motore del boom economico, specialmente nella calzatura e nell'industria meccanica correlata. Ma oggi quel modello mostra il fiato corto.

I punti chiave che ci toccano da vicino

La scure della globalizzazione

Crollo della quota di mercato mondiale delle macchine italiane per calzature, scesa dal 30% al 10% a causa della concorrenza asiatica.

Il salto obbligato verso l'high-tech

Non basta più produrre beni fisici con il vecchio stampo low-tech. Per restare sul mercato bisogna evolversi puntando su automazione, intelligenza artificiale, big data e su un'offerta integrata che comprenda il supporto tecnologico e la progettazione su misura per il cliente.

Il valore inestimabile del capitale umano

Per me un concetto fondamentale e spesso trascurato: il successo del futuro non si regge solo sui macchinari, ma sulla qualità della formazione e delle competenze tecniche delle persone, anche attingendo storicamente a istituti professionali di eccellenza del territorio.

Il freno di sistema

L'Italia e l'Europa continuano a scontare un eccesso di vincoli giuridici, burocratici e infrastrutturali che rallentano la competitività rispetto agli altri mercati globali.

La domanda che il giornalista Paolo Bricco pone a Vigevano è la stessa che dobbiamo porci noi: come affrontiamo la transizione? Il rischio, per i nostri territori, è rimanere schiacciati tra la nostalgia di un passato industriale glorioso e l'incapacità di investire strutturalmente in innovazione, formazione e visione strategica.

Le sfide cambiano, ma la necessità di avere classi dirigenti, imprese e comunità aperte al cambiamento resta immutata.